








Qualche giorno fa insieme al mio amico Max, al quale ho rubato le foto, visto che le mie erano di peggiore qualità, siamo entrati nel negozio che più a suscitato curiosità in quel di Firenze, almeno dal mio punto di vista.l'informazione non è mai stata così egocentrica.... ma forse dovrei dire meocentrica.









Qualche giorno fa insieme al mio amico Max, al quale ho rubato le foto, visto che le mie erano di peggiore qualità, siamo entrati nel negozio che più a suscitato curiosità in quel di Firenze, almeno dal mio punto di vista.



Un freddo martedì di Gennaio, esco da lavoro e, armato di buona volontà, della mia digitale e di un po’ di fortuna, mi procuro un incontro con John Malkovich a Prato, per la precisione al Museo Pecci. L’attore presenterà la sua collezione di abiti maschili, “Technobohemian”, in occasione di Pitti Immagine Uomo.
Incontrarlo non è stato difficile, un po' di faccia tosta, due amici intrufolati nell'ambiente ed ecco che mi trovo dietro giornalisti e fotografi, sindaci e assessori: tutti gli chiedono una dichiarazione su film vecchi e nuovi, altri attori famosi ma nessuno sembra ricordare che, da qualche tempo, Malkovich si dedica anche alla progettazione e alla realizzazione di abiti belli e sofisticati, concepiti come se fossero solo per il suo armadio. Positivo il giudizio sul suo stile, che lo contraddistingue. Passata la bolgia tocca a me, ho poco tempo, ma sarà sufficiente per complimentarmi per la sua giacca e la sua nuova collezione. Gli si accendono gli occhi, quasi a dire: "Ecco finalmente qualcuno che si è accorto che, oggi, mi occupo di altro". Ancora un paio di battute, qualche convenevole e ci facciamo scattare una foto insieme. La folla lo reclama e mentre, si allontana, gli scatto altre foto, per sottolineare il più possibile il suo splendido outfit. Lo saluto e torno nella sala della vera protagonista snobbata, ossia la collezione “Technobohemian”, la osservo meglio, tocco i materiali, controllo le fattezze e chiedo in giro ad ipotetici collaboratori informazioni circa la progettazione. Riesco solo a sapere che i disegni gli fa lui a matita e che i tessuti scelti sono molto ricercati e costosi.
Per oggi, da Pitti Uomo, può bastare, non credo che domani ci sarà un altro Malkovich.
Photo : Meo