
Oggi mentre mi traccheggiavo in giro per trascorrere il mio giorno libero, mi sono concesso un pranzo in veranda in un baretto della mia città, e mentre il venticello estivo estivo accarezzava la mia faccia, mi immergevo in una lettura "non impegnativa" su Flair..
Qui sono andate in fanteria tutte le stupide teorie sulla generazione x che comprende i nati a cavallo tra la fine degli anni 60 e i primi anni 80, chiaramente dei paesi occidentali, che avrebbero tutta una serie di problemi esistenziali e comportamentali.
Vedere i miei coetanei Ruandesi, mi ha fatto riflettere sulla parola "problema".
Loro, ossia coloro che fanno parte della categoria sopracitata, ma che contrariamente a me o a tutti coloro che vivono nei paesi del consumismo, la loro crisi, la debbono ad una serie di piccoli dettagli che il mondo intorno a loro aveva preso sottogamba, roba del tipo genocidio, stupro, pulizia etnica, ecc.. altro che generazione x.
Questo articolo, che perlopiù era fotografico, metteva in evidenza alcune madri con i loro figli adolescenti, avuti da stupri subiti dagli sterminatori delle loro famiglie, e tanto per non perdere nulla, molte di loro sono pure siero positive, di queste donne stuprate che devono crescere i figli dei loro carnefici, ce ne sono migliaia (sono state stuprate a centinaia di migliaia durante il genocidio, e molte di loro sono rimaste incinta) e devono affrontare questa situazione di amore odio tutti i giorni, io non riesco nemmeno ad immaginare come si possa sopportare tutto questo in un contesto di miseria e fame come il Ruanda oggi, di sicuro queste sono donne straordinarie e meriterebbero l'attenzione dei media, che perdono tempo a raccontarci una serie di minchiate che non sto qui ad elencare.
Le cose di cui avrei potuto scrivere oggi erano diverse, molte delle quali riguardavano il sottoscritto e mia dichiarata egocentricità, ma credo che questo post sia la scelta giusta, anche se avesse spinto solo e a riflettere sulla solita questione, che prima di lamentarsi bisogna dare un'occhiata in giro.
















